Le acque da trattare sono inviate in un reattore tubolare di miscelazione, nel quale sono immessi i reattivi chimici di flocculazione.
Si opera con immissioni successive, in modo da garantire la giusta proporzione tra liquame e reattivi e l’ottimale dispersione degli stessi, nell’acqua in entrata. Il flusso a spirale del reattore provvede alla miscelazione dei reattivi col liquame influente.
Nella fase di flocculazione le acque passano nella seconda parte del reattore tubolare, dove una soluzione di polielettrolita è addizionata al liquame per garantire la migliore formazione dei fiocchi di fango e l’inglobamento delle sostanze sospese. Il procedimento di flottazione prevede la saturazione, con apposita pompa di riciclo e con aria alla pressione di 4-5 atm di parte dell’acqua già trattata, la quale poi è immessa a pressione atmosferica nella parte finale del reattore di flocculazione e, quindi, insieme alle acque da depurare, nella zona di processo del flottatore.
A causa della brusca diminuzione di pressione, si ha un’istantanea formazione di finissime bollicine d’aria, che si portano lentamente verso l’alto, trascinando con sé le parti sospese, agglomerate con le bolle d’aria e con i fiocchi di reattivo di flocculazione. Aria e solidi si portano alla superficie, dove si forma una densa schiuma, che è agevolmente raccolta da un raschiatore di superficie. Una struttura a effetto lamellare, installata immediatamente sotto la superficie del flottatore, favorisce la separazione del fango flocculato, riducendo drasticamente l’effetto di trascinamento dell’acqua di deflusso, che è prelevata nella parte bassa del flottatore e inviata per stramazzo allo scarico. Questo impianto consente di effettuare un’ottima separazione solido-liquido con ingombri ridotti e la produzione di un fango poco voluminoso, che può raggiungere valori di contenuto secco fino al 10%, dato non ottenibile con una normale sedimentazione.