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L’acqua è un bene prezioso e per questo motivo non deve essere sprecato. Un bene primario per la vita dell’uomo che ha dato origine alla specie umana. Seguendo questo incipit è nato il progetto che cerca di riutilizzare l’acqua già parzialmente usata all’interno di un’abitazione per uso domestico.
Un processo particolare prevede il recupero delle acque grigie.
Dopo uno specifico trattamento, l’acqua, che si pensava ormai perduta e destinata all’impianto fognario, può essere riutilizzata per svariati utilizzi. Essa non sarà comunque potabile, ma potrà essere impiegata per il risciacquo del wc, per innaffiare il giardino, per le pulizie degli ambienti o per la lavatrice.
In un’abitazione privata composta da cinque persone con 50 metri quadrati di prato il fabbisogno di acqua giornaliero è di 500 litri al giorno. Questa ingente quantità di acqua può essere attinta appunto tramite le acque grigie.
Tale tipologia di impianti trova applicazione anche negli edifici dalle grandi dimensioni, dove il consumo di acqua spesso è molto importante. Interessati da questo innovativo concetto sono edifici ospitanti alberghi, pensioni, impianti turistici, pensionati, complessi abitativi, case plurifamiliari, campeggi, centri fitness, palazzetti dello sport, piscine, saloni da parrucchiere, uffici, autogrill ed aziende dotate di docce.
Idrodepurazione S.r.l. propone IDROCELL, un impianto del tipo UF (UltraFiltrazione) che sfrutta un sistema basato su membrane. Questo processo consente di ottenere dell’acqua attraverso un complesso processo di ultra filtrazione. Una volta sottoposta al trattamento l’acqua di scarto, potrà essere immagazzinata in un serbatoio ed essere in qualsiasi momento riutilizzata per l’uso domestico.
focus legislativo
Perseguendo l’obiettivo della riduzione del consumo dell’acqua potabile, è possibile sottoporre a processi di riutilizzo le cosiddette acque grigie. In questo campo è stato il Decreto Ministeriale n. 185 del 12 giugno 2003 ad ottemperare nell’articolo 1, comma 2, una specifica norma in materia. Il riutilizzo delle acque reflue deve avvenire in condizioni sicurezza ambientale evitando alterazioni di ecosistemi al suolo ed alle coltivazioni, nonché rischi igienico-sanitari per la popolazione esposta, e comunque, nel rispetto della vigenti disposizioni in materia di sanità e sicurezza